Raspberry Pi

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Feb 072012
 

Entro la fine di febbraio, salvo ritardi, sarà messa sul mercato il primo lotto di raspberry pi.
Si tratta di una schedina grande quanto una carta di credito (anche se un po’ più spessa), che vuole essere una board di primo sviluppo per imparare a programmare.

E’ pensata per essere economica, 25$, in modo che le scuole elementari e medie ne possano comprare in quantità per allestire le aule, ma anche per essere comprate dai genitori senza che pensino “e ora da dove li tiro fuori questi soldi”.

Mossa da un processore arm e un sistema operativo GNU/Linux permette di programmare in quasi qualunque linguaggio di programmazione vi venga in mente, si fa prima a dire quali linguaggi non ci girano.

Per gli scopi didattici ad oggi si offrono due scelte, Python e Ruby. Ruby in particolare con il progetto KidsRuby si presta molto, visto che ci sono bambini di 8 anni che imparano a programmare grazie proprio a questo programma.

Ma limitare questa board alla sola programmazione è riduttivo. Infatti grazie alle distribuzioni che ci girano (debian, fedora, archlinux) l’utente ha la possibilità di sfruttare questa schedina per gli scopi più disparati, da media center (sfruttando l’uscita hdmi e il decoding video in hardware), ai server dhcp/dns casalinghi, e perchè no, anche come sistema desktop a basso consumo (meno di 5W).

Una delle caratteristiche che a me personalmente piace di più di questa scheda è il fatto che non ci sia una flash interna da cui viene caricato il sistema operativo, ma tutto sta in una scheda sd. Questo significa che potete avere tante sd con tanti sistemi diversi, e basta un riavvio per cambiare. E se sbagliate firmware, basta che mettiate la sd su un pc normale, e in qualche secondo riavete la sd funzionante pronta per avviare la board. Niente paura di spendere soldi per poi buttare tutto a causa di un aggiornamento del firmware fatto male.

Insomma in piena filosofia open, siete liberi di farci quello che volete.

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 Posted by at 12:45

OpenSourceDay 2011

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Nov 092011
 

IGLU anche quest’anno in collaborazione con AsCI organizza l’OpenSourceDay.
Una manifestazione dedicata all’universo del software libero; novità di quest’anno è il percorso Business che si andrà ad affiancare agli storici “Base” ed “Avanzato” per un totale di ben 18 conferenze.
Segnaliamo le interessanti conferenze su Arduino, Kinect, la stampante 3D rep rap ed i Giochi Di Ruolo; inoltre sarà attrezzata un apposita area bimbi con personale di sorveglianza per i più piccoli. Per chi vuole restare anche il pomeriggio può pranzare presso il bar della sede dei Rizzi che mette a disposizione un menù fisso a 10 euro!
Che scusa hai per non venire?
Opensourceday

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Linux invade gli iPad

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Sep 102011
 

Era solo questione di tempo prima che qualcuno riuscisse ad installare il kernel Linux sull’Ipad. La “corona di smanettoni dell’anno” spetta al team di iDroid, sulla cui HomePage si legge che la loro missione è appunto riuscire ad installare sistemi Linux sui dispositivi Apple.
Questa versione del kernel potrà funzionare sui dispositivi Apple che utilizzano il processore A4, quali anche iPhone ed iPod Touch. Ovviamente per ora non ci si guadagna molto nel cambiare il sistema operativo del proprio costosissimo dispositivo, ma di sicuro è un avvincente sfida specialmente per gli esperti. Infatti sebbene nella wiki del sito è spiegato dettagliatamente la procedura d’installazione è meglio che questa sia fatta da chi almeno sa cosa significa rm -rf*. Il prossimo passo è ovviamente l’installazione di Android sui tablet marchiati mela, in attesa di quelli che lo montano di default, questioni legali permettendo.

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Da opensource a linuxsoft

 Annunci, BSD Systems, Linux, Open Source, SystemV Systems  Comments Off on Da opensource a linuxsoft
Jul 222011
 

Probabilmente non sono in molti a conoscerne la differenza, vuoi perchè linuxsoft non è una parola diffusa, vuoi perchè non ha una definizione “ufficiale”, vuoi perchè semplicemente non interessa.

In queste righe consideriamo linuxsoft tutti quei software che non hanno intenzione di funzionare su architetture *NIX (parola che intende tutti i sistemi UNIX like quali, GNU/Linux, Free/Net/OpenBSD, BSD generici, Solaris, qnx, aix, ed altri ancora), ma si limitano al solo GNU/Linux.

Se pensate che i programmi che usate tutti i giorni siano linuxsoft, vi sbagliate di grosso. Moltissimi dei software comunemente installati sulle distribuzioni funzionano perfettamente anche su altri sistemi operativi *NIX. Ne si può avere un’idea visitando il sito www.pkgsrc.se.

Ed ecco che da un po’ di tempo escono delle rivelazioni poco confortanti:

Partiamo da xfce, visto che è il caso più semplice. Le funzioni_non_funzionanti sono quelle riguardanti l’automount delle chiavette USB. Infatti di tutti i software che riguardano l’automount (hal, udev, devfs, e qualunque altro vi venga in mente), solo hal funziona fuori da linux, tutti gli altri sono linuxsoft. Non che hal sia il programma migliore del mondo (senno perchè cambiarlo?), ma almeno funziona. Xfce 4.8 ha deciso di non utilizzare/supportare più hal, le conseguenze le abbiamo già dette.

Passiamo ora a Gnome. Perchè hanno deciso di non supportare più sistemi non GNU/Linux? Le ragioni possono essere varie, provo ad azzardarne un paio:

  • Gli altri sono sistemi poco usati, e doverli considerare richiede programmatori, che possono essere messi a fare altro (il gioco non vale la candela);
  • Gli altri sono incompatibili, mi riferisco al fatto che Gnome 3 richiede l’accelerazione grafica che non è scontata sui non_linux.

Entrambe queste affermazioni lasciano il tempo che trovano:

  • Le maggior energie per far funzionare il software in altri sistemi ne garantisce una qualità maggiore (migliore astrazione per lo strato che si interfaccia al sistema operativo);
  • Io non userei un DE che richiede l’accelerazione grafica, perchè se un giorno qualcosa va storto vorrei usare il pc in maniera simile anche senza accelerazione (ovviamente rinunciando agli effetti, ma il modo di funzionare deve essere lo stesso).

Spiego meglio il secondo punto. E’ come se gli sviluppatori di kde avessero deciso di far girare kde4 o kde3 a seconda se si dispone di accelerazione grafica o meno. Ovvio che un utente che li ha usati entrambi se la cava, ma un utente che ha visto solo kde4? Deve imparare ad usare un nuovo DE solo perchè quel giorno l’accelerazione non gli è partita? No, io non sono d’accordo (e penso anche chiunque sappia qualcosa di interazione uomo-macchina).

Quindi cosa succederà in futuro? Sicuramente in quello prossimo gli utenti di sistemi *NIX dovranno scegliere se rinunciare ad alcune funzionalità, usare un DE con ancora quelle funzioni, trovare una terza via (fare l’automount senza che la GUI ne sia avvisata). Questo farà si che gli utenti meno convinti della scelta di usare un sistema non linux li ricondica su sponde maggiormente frequentate, e che progetti commerciali (come Solaris e derivati) dapprima rimangano indietro, e successivamente vadano su altri DE più “aperti”.

Una possibile evoluzione è la creazione di un nuovo DE, paragonabile ai tre/quattro più blasonati, ma compatibile con i sistemi derivati da BSD e systemV.

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 Posted by at 16:48