Steam (e videogames) su Linux

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Sep 062012
 

Ebbene si, non si tratta della solita bufala o di emulatori, ma della nota piattaforma di distribuzione digitale di videogames sviluppata da Valve (chi ha sviluppato le serie Half Life, Portal, Team Fortress per intenderci) che è in fase di porting sulla distribuzione Ubuntu Linux.

Le notizie ci arrivano direttamente da Valve attraverso il blog apposito aperto dai loro sviluppatori per tenerci informati sui progressi che stanno compiendo. E le novità sembrano incoraggianti.

Si sono dedicati alla conversione di Steam e di un gioco-esempio, Left 4 Dead 2, assicurando che in caso di riuscita del progetto si impegneranno a portare anche tutti gli altri loro giochi. Per prima cosa il porting è cominciato positivamente, ovvero la prima versione aveva delle prestazioni scarse (6 fps, frame per secondo) ma almeno funzionava. Il bello è venuto in seguito: dopo varie ottimizzazioni sia del gioco (da parte di Valve stessa) che dei driver grafici (Amd, Nvidia e Intel, “spinte” dalla Valve), a parità di hardware su Linux si è passati dai 6 fps iniziali a 315 fps, contro i 303,4 fps di Windows.

La scelta di Ubuntu è stata dettata, a loro dire, dalla ricerca di un patner con esperienza nella programmazione linux, una relativa stabilità della distribuzione e un buon bacino di utenza iniziale, quindi non escludendo in futuro un’espansione verso le altre distro. Canonical ovviamente si è detta felice di collaborare con una software house di tale importanza, anche nel tentativo di sdoganare un’altra frontiera di linux sui desktop: il gaming. Questo porterebbe, nella loro visione, ad un notevole allargamento del bacino di utenza potenziale.

In tutto questo una domanda potrebbe sorgere spontanea: Ma come si concilia il potenziale “sbarco” massiccio di applicazioni closed su una distribuzione linux?

Ovviamente una persona prima di tutte ci ha pensato, e mi riferisco a Richard Stallman, il padre della Free Software Foundation, noto “estremista” in certi argomenti. La sua analisi è bivalente: da una parte lo vede come una cosa “non etica”, in quanto è sempre software closed e quindi non è educativo per gli utenti che siano felici con programmi non open; dall’altra parte riconosce la potenzialità divulgatrice dietro a questa scelta, che potrebbe far crescere notevolmente la diffusione di linux. Aggiunge, come pro, che “almeno, se proprio devono usare questi giochi, che lo facciano su una piattaforma Gnu/Linux piuttosto che su Microsoft Windows”.

Sicuramente il software closed farà passi da gigante nel mondo di Linux, basti pensare al notevole miglioramento dei driver grafici sotto la spinta “commerciale” di Valve, che fino ad oggi erano stati trascurati.

E voi, cosa ne pensate?

Fonti:

Il blog di Steam su Linux

Il commento di Stallman

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Da opensource a linuxsoft

 Annunci, BSD Systems, Linux, Open Source, SystemV Systems  Comments Off on Da opensource a linuxsoft
Jul 222011
 

Probabilmente non sono in molti a conoscerne la differenza, vuoi perchè linuxsoft non è una parola diffusa, vuoi perchè non ha una definizione “ufficiale”, vuoi perchè semplicemente non interessa.

In queste righe consideriamo linuxsoft tutti quei software che non hanno intenzione di funzionare su architetture *NIX (parola che intende tutti i sistemi UNIX like quali, GNU/Linux, Free/Net/OpenBSD, BSD generici, Solaris, qnx, aix, ed altri ancora), ma si limitano al solo GNU/Linux.

Se pensate che i programmi che usate tutti i giorni siano linuxsoft, vi sbagliate di grosso. Moltissimi dei software comunemente installati sulle distribuzioni funzionano perfettamente anche su altri sistemi operativi *NIX. Ne si può avere un’idea visitando il sito www.pkgsrc.se.

Ed ecco che da un po’ di tempo escono delle rivelazioni poco confortanti:

Partiamo da xfce, visto che è il caso più semplice. Le funzioni_non_funzionanti sono quelle riguardanti l’automount delle chiavette USB. Infatti di tutti i software che riguardano l’automount (hal, udev, devfs, e qualunque altro vi venga in mente), solo hal funziona fuori da linux, tutti gli altri sono linuxsoft. Non che hal sia il programma migliore del mondo (senno perchè cambiarlo?), ma almeno funziona. Xfce 4.8 ha deciso di non utilizzare/supportare più hal, le conseguenze le abbiamo già dette.

Passiamo ora a Gnome. Perchè hanno deciso di non supportare più sistemi non GNU/Linux? Le ragioni possono essere varie, provo ad azzardarne un paio:

  • Gli altri sono sistemi poco usati, e doverli considerare richiede programmatori, che possono essere messi a fare altro (il gioco non vale la candela);
  • Gli altri sono incompatibili, mi riferisco al fatto che Gnome 3 richiede l’accelerazione grafica che non è scontata sui non_linux.

Entrambe queste affermazioni lasciano il tempo che trovano:

  • Le maggior energie per far funzionare il software in altri sistemi ne garantisce una qualità maggiore (migliore astrazione per lo strato che si interfaccia al sistema operativo);
  • Io non userei un DE che richiede l’accelerazione grafica, perchè se un giorno qualcosa va storto vorrei usare il pc in maniera simile anche senza accelerazione (ovviamente rinunciando agli effetti, ma il modo di funzionare deve essere lo stesso).

Spiego meglio il secondo punto. E’ come se gli sviluppatori di kde avessero deciso di far girare kde4 o kde3 a seconda se si dispone di accelerazione grafica o meno. Ovvio che un utente che li ha usati entrambi se la cava, ma un utente che ha visto solo kde4? Deve imparare ad usare un nuovo DE solo perchè quel giorno l’accelerazione non gli è partita? No, io non sono d’accordo (e penso anche chiunque sappia qualcosa di interazione uomo-macchina).

Quindi cosa succederà in futuro? Sicuramente in quello prossimo gli utenti di sistemi *NIX dovranno scegliere se rinunciare ad alcune funzionalità, usare un DE con ancora quelle funzioni, trovare una terza via (fare l’automount senza che la GUI ne sia avvisata). Questo farà si che gli utenti meno convinti della scelta di usare un sistema non linux li ricondica su sponde maggiormente frequentate, e che progetti commerciali (come Solaris e derivati) dapprima rimangano indietro, e successivamente vadano su altri DE più “aperti”.

Una possibile evoluzione è la creazione di un nuovo DE, paragonabile ai tre/quattro più blasonati, ma compatibile con i sistemi derivati da BSD e systemV.

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 Posted by at 16:48

OpenSolaris 2008.11, gioie e dolori

 Open Source, SystemV Systems  Comments Off on OpenSolaris 2008.11, gioie e dolori
Dec 142008
 

Dopo la 2008.05, prima release di OpenSolaris, ecco che è arrivata la 2008.11. L’inizio è stato davvero deludente: quando ho tentato di installarla sul mio MacPro, mi sono reso conto che non c’era verso di avviare il sistema. Non ho approfondito le cause, lo farò, però dopo aver visto come girava la 2008.05 (una bomba), avrei immaginato che la 2008.11 sarebbe andata ancora meglio. Dalle stelle alle stalle insomma. Oggi ho deciso di dare un’altra possibilità a questa release, installandola su un computer basato su M/B Intel D945GCLF2. Certo, un sistema del genere non è di sicuro il target di un OS come Solaris, però devo dire che vedendolo girare li mi è un po’ andato via l’amaro lasciato dall’inchiodata sul MacPro.
In quest’ora in cui ho avuto tempo di giocare un po’, ho dato un’occhiata ai pacchetti software disponibili e a Time Slider. Per quanto riguarda il software preconfezionato, ci sono oltre 22k pacchetti a disposizione, da quelli più rivolti all’utente a quelli più di sistema.
L’altra novità, Time Slider, è qualcosa di concettualmente identico a Time Machine di Mac OS X. L’interfaccia non è niente di esaltante, infatti è appunto solo uno “slider” nella parte alta della finestra del File Browser, però grazie agli snapshot di ZFS il tutto è stato implementato in modo leggero, semplice e naturale.
Bene, nonostante il basso contenuto informativo di questo post, spero di avervi incuriositi ed invogliati a provare questa release.
Alla prossima!

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OpenSolaris OS 2008.05

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May 272008
 

OpenSolaris, lo Unix open-source di Sun Microsystems, il 5 Maggio ha visto il raggiungimento di un traguardo decisamente significativo: il rilascio della prima release ufficiale, ovvero la 2008.05.
Il progetto OpenSolaris, nato il 31 Gennaio 2005, è stato voluto da Sun al fine di ridare nuova vita al suo ottimo sistema operativo. Gli sforzi della comunità che vi ruota attorno sono stati più che ammirevoli: in questa release ci attendono il filesystem ZFS, il sistema di pacchetti IPS, DTrace e parecchio altro. Interessantissimo che dietro le quinte vi sia Ian Murdock, il padre di Debian.
Un grazie sincero va per cui a tutta la comunità di OpenSolaris e soprattutto a Sun Microsystems, per aver donato il codice del sistema e aver reso possibile questo progetto.

Tutte le info a questo link.

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Solaris e dintorni

 SystemV Systems  Comments Off on Solaris e dintorni
Mar 212007
 

E’ ormai da molto tempo che Solaris è diventato OpenSolaris, ed il lavoro fatto dagli sviluppatori è stato notevole. Tuttavia, chiacchierando con molte persone, ho notato che questo sistemone è ancora considerato zona off-limits da molti.

E’ per questo che voglio segnalarvi i seguenti progetti:

BeleniX – Distribuzione live di OpenSolaris
marTux – This is not linUX. This is real UNIX. Join in! – Solo per sun4u
NexentaOS – Questo spinge veramente forte, basta dire solo due cose: GNU/OpenSolaris e APT. Si, avete capito bene: una distribuzione GNU-based di OpenSolaris con il sistema di packaging di Debian!
SchilliX – Altra live

Non è nulla di nuovo, ma dato che la conoscenza di questi sistemi è ancora scarsa credo che qualche link in più a questi progetti non faccia loro male :)
Il primo impatto con Solaris sarà duro, ma poi vi garantisco che il divertimento è assicurato!

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